venerdì 24 marzo 2017

La terza forza


(...) gli zombie non sono più in grado di erigere uno Stato razziale nazional-economico capace di riproduzione; la loro neo-barbarie sfocia in forme di decomposizione di qualsiasi socialità, caratterizzate da un'economia del saccheggio. Essi segnano piuttosto la fine irreversibile del sistema moderno produttore di merci.
Sarà possibile ricacciare gli spettri nelle loro tombe solo trovando una nuova e inaudita "terza via". Ciò significa semplicemente che i conflitti interni della modernità e i loro portatori polarizzati e dualisti si sono esauriti. Lavoro e capitale, liberalismo e socialismo, "realismo" e fondamentalismo (religioso, nazionale ecc.) non stimolano più delle prese di posizione, visto che la barbarie è diventata la loro identità comune. Può sorgere dalla storia una "terza forza" al di là della modernità, capace di operare l'autosuperamento [Selbstaufhebung] dell'occidente? Può la ragione umana emanciparsi dal feticcio dell'astratto calcolo della redditività e dalla logica dei soggetti ridotti a merce [warenförmige Subjekte], logica che finisce nella follia? 
(...)

Il punto centrale della "demonetarizzazione" può essere solo l'oltrepassamento della logica dell'economia aziendale. Infatti, l'esistenza del denaro moderno non è altro che la messa in rete, astratta e cieca verso il contenuto sensibile, di "aziende" la cui attività non viene organizzata sul piano della loro interdipendenza materiale. Quest'attività porta perciò, con i progressi delle forze produttive e della potenza tecnologica, a devastazioni sociali ed ecologiche. L'astratto "guadagno aziendale" in forma monetaria è diventato controproduttivo e deve essere superato come criterio di successo, poichè esso non può più compensare i costi che derivano dal processo complessivo e dalle sue conseguenze. Per arrivare a un bilancio complessivo che tenga conto di tutte le conseguenze sociali ed ecologiche, occorrono istituzioni nuove che possano disporre una messa in rete non-monetaria. Così cade anche il feticismo del "posto di lavoro", poiché in una società demonetizzata e interconnessa sul piano dei contenuti non si può più far dipendere la riproduzione individuale dal dispendio di forza-lavoro astratta in altrettanto astratti processi di utilizzazione "aziendale" di forze e risorse. Un tale sovvertimento non avrebbe più niente a che fare con la pianificazione statale centralizzata secondo le categorie della società della merce. Esso includerebbe sia elementi di autarchia e di autogoverno comunali, sia l'organizzazione internazionale, al di là del vecchio sistema delle economie nazionali, di flussi di risorse non governati dalla logica della merce.

Robert Kurz



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